18 Luglio, giorno 269: avete mai indossato la nostalgia? Millelire avvera un sogno!

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Avevo più o meno 9 anni quando scoprii la numismatica, con grande gioia di mio padre, che ogni domenica era costretto a svegliarsi presto per accompagnarmi per mercatini alla ricerca del “pezzo raro”. Ora che sono passati quasi 20 dall’inizio di quella collezione, ogni volta che sfoglio le pagine dei raccoglitori di monete e banconote mi sembra di attraversare la storia d’Italia in punta di piedi e vedere le mani che tengono stretti quei tesori usati per comprare chi sa cosa. Sarà che per me la numismatica è un fatto di una poesia straordinaria, ma vi immaginate come ho reagito quando ho visto questi bracciali?! Finalmente avrei potuto indossare quell’emozione! Parte tutto dall’intuizione di Simone Cintio, un ragazzo marchigiano, innamorato, come me, della numismatica e dell’idea di riportare in vita un’epoca felice attraverso il suo simbolo: la Lira. Nasce così l’idea di arrotolare attorno al polso, in 2,2 cm d’altezza, per portarlo sempre con sé, un pezzo della storia d’Italia simboleggiato dalle mille lire che hanno accompagnato la nostra vita: quella di Giuseppe Verdi, quella di Marco Polo e quella di Maria Montessori. Il processo di lavorazione è altrettanto singolare: il cuoio è conciato al vegetale, con un processo lungo 40 giorni, che permette alla pelle grezza di assumere caratteristiche tali da invecchiare senza rovinarsi, assorbendo le tracce della nostra vita, come hanno fatto le banconote. La chiusura metallica, che ricorda la forma di una moneta, è rifinita in ottone spazzolato ed è immediatamente visibile nell’originale packaging. La creazione di questo prodotto innovativo si svolge strizzando un occhio all’ambiente e senza l’ausilio di macchinari industriali (a proposito, date uno sguardo a questo video che riassume in un minuto il processo di lavorazione http://www.youtube.com/watch?v=K2aGhuU-aVQ) , in più nasce da un’idea italiana ed è interamente realizzato in Italia. Indossando un oggetto che rappresenta le nostre piccole gioie di bambini, ho avuto la sensazione di riappropriarmi di quella felicità, di ritornare a girare per i mercatini domenicali con mio padre, di sorridere alla sola idea di aggiungere un nuovo pezzo alla mia collezione. Un bracciale, mille emozioni.Bracciale Millelire

 

Per info, contatti e altre foto http://www.stilemillelire.it/

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25 Giugno, giorno 246: Atelier Raisi, una bella scoperta!

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Ormai lo sapete, il mio paesotto ha davvero poco da offrire, a parte un fiume sotterraneo, tombe sannitiche ricoperte dall’erba e centinaia di salumerie. Ma c’è una cosa che qui sanno fare proprio bene: le borse e le scarpe, e scusate se è poco!
Qualche mese fa mi trovai per caso a passeggiare per una stradina perpendicolare alla via principale, e all’improvviso eccola lì, una vetrina piena di fiori di pesco che spuntavano da scarpe e borse, e che mi ha fatto fare la faccia di quando entro in un negozio Lindt. Da lì, Raisi non l’ho mollato più… Perché delle firme non mi è mai importato nulla ma sulla qualità sono proprio intransigente! E devo dire che entrare in un negozio di provincia, trovare persone gentili, vedere la macchina per cucire con cui creano tutto quello che vendono è stata una piacevole sorpresa. Dal produttore al consumatore, come ai vecchi tempi, con la gioia di aver comprato un oggetto artigianale fatto con amore. Di questi tempi merce rara!

https://m.facebook.com/pelletteria.raisi

 

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14 Maggio, giorno 214: l’intruso

9 Aprile, giorno 177: nuovo acquisto vintage

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Ormai l’avete capito: girare per i mercatini vintage per me è una passione fuori controllo! Ci perdo ore a cercare il pezzo giusto, spesso combattendo con le signore anziane che “chist’ m’serv’, l’aggia regala’ a n’potm ch s’adda cr’s’ma’”. Traduco: “questo oggetto mi serve, lo devo regalare a mia nipote che deve ricevere il sacramento della cresima”. Di solito, comunque, riesco a spuntarla! Ho trovato questa pochette di pelle nella bancarella di borse e stivali vintage nel mercatino del mio paese e sono riuscita ad averla per, udite udite, 2 Euro!!!. E’ firmata Albano, un marchio che ormai ha preso il volo anche fuori dall’Italia ma la cui fabbrica è nata e continua a produrre qui, proprio qui, a pochi passi da casa mia. Orgogli mugnanesi, pochi ma buoni!

 

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