23 Luglio, giorno 274: Trinity College, Guinness Storehouse, Christ Church Cathedral

Altre foto qui: http://sdrv.ms/1auQbPC
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18 Luglio, giorno 269: avete mai indossato la nostalgia? Millelire avvera un sogno!

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Avevo più o meno 9 anni quando scoprii la numismatica, con grande gioia di mio padre, che ogni domenica era costretto a svegliarsi presto per accompagnarmi per mercatini alla ricerca del “pezzo raro”. Ora che sono passati quasi 20 dall’inizio di quella collezione, ogni volta che sfoglio le pagine dei raccoglitori di monete e banconote mi sembra di attraversare la storia d’Italia in punta di piedi e vedere le mani che tengono stretti quei tesori usati per comprare chi sa cosa. Sarà che per me la numismatica è un fatto di una poesia straordinaria, ma vi immaginate come ho reagito quando ho visto questi bracciali?! Finalmente avrei potuto indossare quell’emozione! Parte tutto dall’intuizione di Simone Cintio, un ragazzo marchigiano, innamorato, come me, della numismatica e dell’idea di riportare in vita un’epoca felice attraverso il suo simbolo: la Lira. Nasce così l’idea di arrotolare attorno al polso, in 2,2 cm d’altezza, per portarlo sempre con sé, un pezzo della storia d’Italia simboleggiato dalle mille lire che hanno accompagnato la nostra vita: quella di Giuseppe Verdi, quella di Marco Polo e quella di Maria Montessori. Il processo di lavorazione è altrettanto singolare: il cuoio è conciato al vegetale, con un processo lungo 40 giorni, che permette alla pelle grezza di assumere caratteristiche tali da invecchiare senza rovinarsi, assorbendo le tracce della nostra vita, come hanno fatto le banconote. La chiusura metallica, che ricorda la forma di una moneta, è rifinita in ottone spazzolato ed è immediatamente visibile nell’originale packaging. La creazione di questo prodotto innovativo si svolge strizzando un occhio all’ambiente e senza l’ausilio di macchinari industriali (a proposito, date uno sguardo a questo video che riassume in un minuto il processo di lavorazione http://www.youtube.com/watch?v=K2aGhuU-aVQ) , in più nasce da un’idea italiana ed è interamente realizzato in Italia. Indossando un oggetto che rappresenta le nostre piccole gioie di bambini, ho avuto la sensazione di riappropriarmi di quella felicità, di ritornare a girare per i mercatini domenicali con mio padre, di sorridere alla sola idea di aggiungere un nuovo pezzo alla mia collezione. Un bracciale, mille emozioni.Bracciale Millelire

 

Per info, contatti e altre foto http://www.stilemillelire.it/

21 Maggio, giorno 221: funiculì funiculà

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Ero stra convinta che la celeberrima “Funiculì funiculà” fosse stata scritta per l’inaugurazione della Funicolare Centrale di Napoli, quella cioè che dal Vomero porta a via Roma passando per via Palizzi e Corso Vittorio Emanuele. Per inciso, se vi trovate a Napoli, vi consiglio vivamente di prenderla visto le fermate coincidono con alcuni dei posti più belli della città! Tornando a noi, devo ammettere la mia ignoranza… la canzone in realtà fu scritta per la prima corsa della funicolare del Vesuvio (a.d. 1878) che serviva a portare i viaggiatori fino alla cima del vulcano. Io ve la scrivo e sfido anche i non napoletani ad azzardare una traduzione 🙂

 

Aissera, oje Nanniné, me ne sagliette,
tu saje addó, tu saje addó
Addó ‘stu core ‘ngrato cchiù dispietto
farme nun pò! Farme nun pò!
Addó lu fuoco coce, ma se fuje
te lassa sta! Te lassa sta!
E nun te corre appriesso, nun te struje
sulo a guardà, sulo a guardà.

Jamme, jamme ‘ncoppa, jamme jà,
Jamme, jamme ‘ncoppa, jamme jà,
funiculì, funiculà!
funiculì, funiculà!
‘ncoppa, jamme jà,
funiculì, funiculà!

Né, jamme da la terra a la montagna!
Nu passo nc’è! Nu passo nc’è!
Se vede Francia, Proceta e la Spagna…
Io veco a tte! Io veco a tte!
Tirato co la fune, ditto ‘nfatto,
‘ncielo se va, ‘ncielo se va.
Se va comm’ ‘a lu viento a l’intrasatto,
guè, saglie, sà!

Jamme, jamme …

Se n’è sagliuta, oje né, se n’è sagliuta,
la capa già! La capa già!
È gghiuta, po’ è turnata, po’ è venuta,
sta sempe ccà! Sta sempe ccà!
La capa vota, vota, attuorno, attuorno,
attuorno a tte! Attuorno a tte!
Stu core canta sempe nu taluorno:
Sposamme, oje né! Sposamme, oje né!

Jamme, jamme …

7 Maggio, giorno 107: dovevo fare l’archeologa

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Avevo 11 anni quando mio padre mi regalò un libro meraviglioso: “Le avventure dell’archeologia” di André Parrot, un archeologo francese morto negli anni ’80 che ha dedicato la sua vita allo studio delle civiltà sepolte del Medio Oriente. E’ stato uno dei regali più belli che io abbia mai ricevuto! E’ nata così la mia passione, mi piaceva da morire guardare documentari, leggere opuscoli, immaginarmi vestita di terra a scavare e scoprire. Ma non potendo fare della mia passione il mio mestiere, ho trasformato la mia cantina in un enorme scavo privato dove ogni tanto me ne vado alla ricerca di tesori nascosti. Questo è il risultato di quella campagna: un appendi abiti degli anni ’60 in plastica e ottone ritrovato sotto una pila di mattonelle e recuperato grazie alle manine sottili della mia nipotina. Era l’appendi abiti dove mio nonno posava il cappello quando tornava da lavoro, una scoperta dal valore inestimabile!

9 Aprile, giorno 177: nuovo acquisto vintage

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Ormai l’avete capito: girare per i mercatini vintage per me è una passione fuori controllo! Ci perdo ore a cercare il pezzo giusto, spesso combattendo con le signore anziane che “chist’ m’serv’, l’aggia regala’ a n’potm ch s’adda cr’s’ma’”. Traduco: “questo oggetto mi serve, lo devo regalare a mia nipote che deve ricevere il sacramento della cresima”. Di solito, comunque, riesco a spuntarla! Ho trovato questa pochette di pelle nella bancarella di borse e stivali vintage nel mercatino del mio paese e sono riuscita ad averla per, udite udite, 2 Euro!!!. E’ firmata Albano, un marchio che ormai ha preso il volo anche fuori dall’Italia ma la cui fabbrica è nata e continua a produrre qui, proprio qui, a pochi passi da casa mia. Orgogli mugnanesi, pochi ma buoni!

 

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