4 Luglio, giorno 255: forse un giorno sarò arrestata

???????????????????

Devo smetterla di osservare gli interni dei portoni, devo smetterla di far finta di camminare, prendere il cellulare dalla borsa, tornare indietro e fotografare, devo smetterla di innamorarmi della vita interna ai palazzi storici. Può essere un vizio pericoloso…

2 Luglio, giorno 253: riccia o frolla?

SAMSUNG

Tra Amalfi e Positano, mmiez’e sciure

nce steva nu convent’e clausura.

Madre Clotilde, suora cuciniera

pregava d’a matina fin’a sera;

ma quanno propio lle veneva‘a voglia

priparava doie strat’e pasta sfoglia.

Uno ‘o metteva ncoppa, e l’ato a sotta,

e po’ lle mbuttunava c’a ricotta,

cu ll’ove, c’a vaniglia e ch’e scurzette.

Eh, tutta chesta robba nce mettette!

Stu dolce era na’ cosa favolosa:

o mettetteno nomme santarosa,

e ‘o vennettene a tutte’e cuntadine

ca zappavan’a terra llà vicine.

A gente ne parlava, e chiane chiane

giungett’e’ recchie d’e napulitane.

Pintauro, ca faceva ‘o cantiniere,

p’ammore sujo fernette pasticciere.

A Toledo nascette ‘a sfogliatella:

senz’amarena era chiù bona e bella!

‘E sfogliatelle frolle, o chelle ricce

da Attanasio, Pintauro o Caflisce,

addò t’e magne, fanno arrecrià.

So’ sempe na delizia, na bontà!

Vi è venuta la curiosità di scoprire le origini di questo dolce (e anche fame ma siete a dieta e non lo diciamo)? Se non vi è chiara la poesia in napoletano date un’occhiata a questo sito interamente dedicato alla sfogliatella, vi svelerà tutta la storia.

http://www.sfogliatella.it/storia.htm

P.S. nella lotta tra il Gigante Riccia e il Gigante Frolla, di solito tifo per Frolla. Ma non è che e poi vince Riccia ci resto male, eh, sia chiaro!

30 Giugno, giorno 251: cinquanta sfumature di F1

SAMSUNG

 

Mi avete vista accartocciata come un sacco di patate davanti al pc. Mi avreste visto con gli occhi attaccati allo schermo di un cellulare per seguire le qualifiche del sabato (ma non c’è testimonianza fotografica). E ora mi vedete con la testa nell’I-pad con tanto di casse attaccate su scatola di latta, nel disperato tentativo di distinguere una Ferrari da una Marussia: stavolta spero di riuscirci!

28 Giugno, giorno 249: the dark side of latin

image

Mi era capitata sotto gli occhi già qualche settimana fa, l’avevo fotografata, evidenziata e inviata al mio compagno di sventura. Poi evidentemente il grado di stress pre esame deve essere cresciuto in proporzione geometrica… allora ho cominciato a inviare codesta ilare parola a destra e a manca, sperando suscitasse il riso altrui come ha fatto con me (isterico, credo!). E invece niente, la risposta più cortese che ho avuto è stata: “Elvi ma stai bene?”. Una storia molto triste.

26 Giugno, giorno 247: ogni volta è un’emozione!

image

Avrò assistito a decine di nascite di gattini grazie a Stella, la mia adorata gatta che mi ha fatto compagnia dall’asilo al diploma: 14 anni di amore incondizionato. Dopo di lei ho salvato e portato a casa solo maschietti (ma siccome vale sempre la storia della scrittura flash forward vi posso già dire che tra qualche giorno troverò una nuova amica).
In compenso Stefano ha solo gatte femmine, tutte incinte nello stesso momento. Questi due batuffolini sono la prole di Mària, che si è divertita a spostarli da un posto all’altro pur di non farceli trovare. Li abbiamo beccati per caso, mentre cercavamo uno zainetto da portarci in viaggio.

25 Giugno, giorno 246: Atelier Raisi, una bella scoperta!

image

Ormai lo sapete, il mio paesotto ha davvero poco da offrire, a parte un fiume sotterraneo, tombe sannitiche ricoperte dall’erba e centinaia di salumerie. Ma c’è una cosa che qui sanno fare proprio bene: le borse e le scarpe, e scusate se è poco!
Qualche mese fa mi trovai per caso a passeggiare per una stradina perpendicolare alla via principale, e all’improvviso eccola lì, una vetrina piena di fiori di pesco che spuntavano da scarpe e borse, e che mi ha fatto fare la faccia di quando entro in un negozio Lindt. Da lì, Raisi non l’ho mollato più… Perché delle firme non mi è mai importato nulla ma sulla qualità sono proprio intransigente! E devo dire che entrare in un negozio di provincia, trovare persone gentili, vedere la macchina per cucire con cui creano tutto quello che vendono è stata una piacevole sorpresa. Dal produttore al consumatore, come ai vecchi tempi, con la gioia di aver comprato un oggetto artigianale fatto con amore. Di questi tempi merce rara!

https://m.facebook.com/pelletteria.raisi