10 Marzo, giorno 147: Castelli di rabbia

Sui social networks c’è questa mania incivile di copiare e incollare frasi tratte dai libri di autori più o meno in voga. E allora ti capita di fare qualche commento con domande plausibili del tipo “che ne pensi di questo libro?” e la risposta è sempre quella: non-so-non-l’ho-letto. Braccia autoscaraventatesi al suolo con violenza. Quel giorno mi ero trovata davanti una frase tratta da questo libro di Baricco (che in tutta onestà non mi ha mai entusiasmato) e allora invece di fare domande idiote, la risposta l’ho trovata nel modo più semplice a pensarci bene: leggendo. No, neppure questo scritto è riuscito a sollevare le sorti del povero Baricco che continua imperturbabile a farmi storcere il naso. Però devo dire che, sarà stata l’atmosfera (sole tiepido e nuvolone che nasconde il Vesuvio) tra tutti i libri che non mi sono piaciuti di Baricco, questo è il migliore.

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6 thoughts on “10 Marzo, giorno 147: Castelli di rabbia

  1. Stessa cosa. Ho letto molti libri di Baricco, ogni volta riponendovi troppe aspettative ede ogni volta dicendo “mah…!” Fra tutti, questo si è salvato, ha un qualcosa in più degli altri, almeno per me.

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