24 febbraio, giorno 134: penso alla porta dei viaggi per non pensare a che popolo di caproni siamo!

Mentre leggevo le prime, agghiaccianti proiezioni sulla probabile vittoria del nano, mi sono affacciata al balcone e mi sono trovata davanti questa scena: una macchina parcheggiata in seconda fila con a bordo un uomo evidentemente in sovrappeso, vestito di viola con tanto di culo in bella mostra che nonostante avesse reso quasi impossibile il passaggio delle altre macchine, ha continuato a parlare al cellulare mandando a quel paese quelli che gli intimavano di spostarsi. Quando si è liberato un posto, ha acceso la macchina e si è fatto tutta la strada in controsenso per andare a fermarsi lì. E poiché la vista del chiattone maleducato mi aveva disturbata quanto quella della faccia incartapecorita di Berlusconi e di quelli che nonostante tutto hanno continuato a votarlo, sono andata a sfogarmi armata di chiodi e martello sul muro dei viaggi…

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