21 Ottobre, giorno 7: festa di paese

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I mugnanesi lo chiamano “‘O cuor’ ‘e Ggesù” e per loro è più importante del santo patrono che per la cronaca è San Biagio, onomastico 3 Febbraio.La statua ha una storia lunga che ha fatto sentire la sua voce fin dall’inizio del secolo scorso. Si racconta che suor Maria Pia Brando decise di aprire un orfanotrofio a Mugnano e che si dedicasse anima e corpo a questo progetto. Una notte sognò Gesù vestito di rosso e blu a piedi nudi e il mattino seguente si affrettò a chiedere a un falegname di realizzare una statua che riproducesse le fattezze di Gesù così come l’aveva sognato. Dopo una serie non precisata di tentativi falliti, la staua finalmente incontrò il sogno della suora. Una volta avvicinata alla porta della chiesetta in cui intendeva sistemarla, ci si rese conto che l’altezza della statua era tale da renderne impossibile l’ingresso. Così la suora esclamò “Acalat’ scauzo'” che vuol dire “Chinati o uomo dai piedi scalzi”. La statua immediatamente obbedì al comando. Ci sono altre due leggende legate alla statua. La prima narra dei calzari che ogni sera Maria Pia Brando metteva alla statua trovandoli consunti ogni mattina: i mugnanesi sono convinti che la statua uscisse ogni notte per portare cibo in giro per il paese. La seconda invece si sofferma sulle guance della statua: si dice che si tingano di un rossore d’imbarazzo nel giorno della sua festa.

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