Storie di foto

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In principio ci fu lei… Una Ferrania Euramatic degli anni ’60 che trovai in un armadio nascosta dai maglioncini di lana di nonno. Mi sembrò l’invenzione più importante della storia (a otto anni tutto è meraviglia) quella di guardare le cose da una finestrella e riuscire a fermare il tempo. 

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Poi arrivò la prima di una lunga serie di Nikon. La prima macchina fotografica veramente mia! Papà me la regalò quando scoprì che rubavo la sua reflex per fotografare la mia gatta…

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La Af 230 mi abbandonò a Ischia mentre girovagavo fotografando il borgo di Sant’Angelo. Papà mise in soffitta la reflex e l’analogico e ci regalò il digitale. La Coolpix è stata fedele compagna di viaggio e di scivolate. La prova? I segni che si porta addosso come cicatrici e l’elastico verde che la abbraccia ancora oggi…

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Il primo vero amore però è stata lei… la mia adorata Tz7. Mi ha insegnato a fotografare con passione, mi ha incorniciato il primo viaggio in moto, mi ha fatto dire “questa è la foto più bella della mia vita” e poi mi ha fatto anche innervosire quando non faceva quello che volevo che facesse (frase storica: e daiiiiii mettimi a fuoco quella bacca!).

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E poi arrivò il suo momento… La d5100 è entrata a casa mia dopo una gestazione più lunga di quella di una balenottera ma… l’ho amata appena l’ho messa al collo! È superba, a tratti presuntuosa ma la sua voce è una meraviglia e ad ogni scatto ho la sensazione di abbracciare il mondo… E pensare che stavo per tradirla con una bridge…

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Questa è fuori lista perché non è mai stata davvero mia. Mio padre la considerava la sua terza figlia e io non potevo far altro che guardare dal mirino scattando mentre lei era ben salda nelle sue mani. Forse se non avessi trasgredito l’ordine, se non avessi aspettato che andasse a lavoro per prenderla e usarla mentre andavo in bici con Stella, questa storia non sarebbe mai cominciata.

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